Nuovo sciopero dei giudici di pace dal 15 al 19 dicembre = Unione nazionale giudici pace: illegittimo taglio altre 100 sedi (askanews) – Roma, 25 nov 2014 – Il direttivo nazionale dell’Unione nazionale giudici di pace, riunito a Roma, ha proclamato un nuovo sciopero dei giudici di pace dal 15 al 19 dicembre contro “l’operato del ministero della giustizia”, in particolare per i giudici di pace “e’ illegittimo il taglio di ulteriori 100 sedi”. Si inasprisce cosi’ la protesta dei giudici di pace con la previsione di nuova settimana di sciopero della categoria dal 15 al 19 dicembre prossimi, “per il riconoscimento dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta Costituzionale e dai principi enunciati dal Consiglio d’Europa e dai massimi organismi internazionali nei confronti di chi esercita la funzione giurisdizionale”. Il direttivo nazionale dell’Unione nazionale ha “preso atto con soddisfazione della compattezza dei giudici che hanno aderito alle ultime tornate di sciopero, consentendo di bloccare, al momento, l’emanazione del progetto del ministero della Giustizia”. Il disegno di legge presentato al Consiglio dei ministri del 29 agosto, ricorda l’Unione, che “non ha ancora visto la luce grazie all’azione dell’Unagipa, non riconosce i diritti fondamentali della stabilita’ del rapporto, della tutela della maternita’, della previdenza e indipendenza e autonomia di chi esercita la funzione giurisdizionale e addirittura peggiora in modo consistente l’attuale trattamento. Ne’ si puo’ sottacere sull’illegittimo decreto ministeriale del 10 novembre scorso che ha soppresso ulteriori 100 sedi circa del giudice di pace, peraltro senza rispettare il termine di un anno concesso dalla legge ai Comuni per rispettare i loro impegni”.Per i giudici di pace, l’attuale atteggiamento “e’ particolarmente incomprensibile nel momento in cui il massimo responsabile del Dipartimento organizzazione del ministero, presidente Mario Barbuto, in una recente relazione, documenta con soddisfazione la positivita’ dei dati statistici riguardanti l’attivita’ degli uffici dei giudici di pace, secondo cui ‘gli uffici del giudice di pace, nel loro insieme, contribuiscono a neutralizzare i dati negativi delle Corti d’Appello e della Corte di Cassazione'”. L’Unagipa ricorda, in particolare che i dati della Direzione statistica dello stesso ministero evidenziano come l’arretrato, nelle cause di cognizione, escluse le cause di risarcimento danni da circolazione, si attesta alla data del 31 dicembre 2014 a 184.432 procedimenti. E nell’ultimo periodo preso in considerazione (2012-2013) gli uffici del giudice di pace, a fronte di 1.347.354 nuove cause iscritte, hanno definito 1.454.637 cause, ossia hanno una capacita’ di risoluzione delle controversie di gran lunga superiore al 100% e, come riferisce il capo Dipartimento Barbuto, garantiscono “un esaurimento dell’attuale giacenza in 10,3 mesi circa, cioe’ in meno di un anno”. Red/Gtu 251551 NOV
Giustizia: giudici pace ancora in sciopero dal 15 al 19 dicembre = (AGI) – Roma, 25 nov. – Si inasprisce la protesta dei giudici di pace con la previsione di nuova settimana di sciopero della categoria dal 15 al 19 dicembre prossimi, “per il riconoscimento dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta Costituzionale e dai principi enunciati dal Consiglio d’Europa e dai massimi organismi internazionali (ONU) nei confronti di chi esercita la funzione giurisdizionale”. Il direttivo nazionale dell’Unione nazionale giudici di pace, riunito a Roma, ha “preso atto con soddisfazione della compattezza dei giudici che hanno aderito alle ultime tornate di sciopero, consentendo di bloccare, al momento, l’emanazione del progetto del ministero della Giustizia”.Il disegno di legge presentato al Consiglio dei Ministri del 29 agosto, ricorda l’Unagipa, “non riconosce i diritti fondamentali della stabilita’ del rapporto, della tutela della maternita’, della previdenza e indipendenza e autonomia di chi esercita la funzione giurisdizionale e addirittura peggiora in modo consistente l’attuale trattamento. Ne’ si puo’ sottacere – si legge ancora nella nota – sull’illegittimo decreto ministeriale del 10 novembre scorso che ha soppresso ulteriori 100 sedi circa del giudice di pace, peraltro senza rispettare il termine di un anno concesso dalla legge ai Comuni per rispettare i loro impegni”.Per l’Unagipa, l’attuale atteggiamento “e’ particolarmente incomprensibile nel momento in cui il massimo responsabile del Dipartimento Organizzazione del ministero, Mario Barbuto, in una recente relazione, documenta con soddisfazione la positivita’ dei dati statistici riguardanti l’attivita’ degli uffici dei giudici di pace” sottolineando che “gli uffici del Giudice di Pace, nel loro insieme, contribuiscono a neutralizzare i dati negativi delle Corti d’Appello e della Corte di Cassazione”. I dati della Direzione statistica del ministero, osserva l’Unione dei giudici di pace, “evidenziano che l’arretrato, nelle cause di cognizione, escluse le cause di risarcimento danni da circolazione, si attesta alla data del 31 dicembre 2014 a 184.432 procedimenti e che nell’ultimo periodo preso in considerazione (2012-2013) gli uffici del Giudice di Pace, a fronte di 1.347.354 nuove cause iscritte, hanno definito 1.454.637 cause, ossia hanno una capacita’ di risoluzione delle controversie di gran lunga superiore al 100% e, come riferisce il Capo Dipartimento Barbuto, garantiscono ‘un esaurimento dell’attuale giacenza in 10,3 mesi circa, cioe’ in meno di un anno'”.
Giustizia: giudici pace,settimana di sciopero 15-19 dicembre Chiedono stabilizzazione e protestano per taglio altre 100 sedi (ANSA) – ROMA, 25 NOV – Nuova protesta dei giudici di pace con la previsione di nuova settimana di sciopero della categoria dal 15 al 19 dicembre prossimi, “per il riconoscimento dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta Costituzionale e dai principi enunciati dal Consiglio d’Europa e dai massimi organismi internazionali (ONU) nei confronti di chi esercita la funzione giurisdizionale”. Lo ha indetto il direttivo nazionale dell’Unione nazionale giudici di pace, prendendo “atto con soddisfazione della compattezza dei giudici che hanno aderito alle ultime tornate di sciopero, consentendo di bloccare, al momento, l’emanazione del progetto del ministero della Giustizia”, sottolinea una nota dell’Unagipa. Il disegno di legge presentato al Consiglio dei Ministri del 29 agosto, rileva il comunicato, “non riconosce i diritti fondamentali della stabilità del rapporto, della tutela della maternità, della previdenza e indipendenza e autonomia di chi esercita la funzione giurisdizionale e addirittura peggiora in modo consistente l’attuale trattamento. Nè si può sottacere sull’illegittimo decreto ministeriale del 10 novembre scorso che ha soppresso ulteriori 100 sedi circa del Giudice di Pace, peraltro senza rispettare il termine di un anno concesso dalla legge ai Comuni per rispettare i loro impegni”. Per i giudici di Pace, l’attuale atteggiamento “è particolarmente incomprensibile nel momento in cui il massimo responsabile del Dipartimento Organizzazione del Ministero, Presidente Mario Barbuto, in una recente relazione, documenta con soddisfazione la positività dei dati statistici riguardanti l’attività degli uffici dei giudici di pace”.(ANSA). COM-NM 25-NOV
GIUSTIZIA: UNIONE GIUDICI PACE, NUOVO SCIOPERO DAL 15 AL 19 DICEMBRE = illegittimo il taglio di ulteriori 100 sedi, in contrasto con relazione Barbuto Roma, 25 nov. (AdnKronos) – Si inasprisce la protesta dei giudici di pace con la previsione di nuova settimana di sciopero della categoria dal 15 al 19 dicembre prossimi, ”per il riconoscimento dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta Costituzionale e dai principi enunciati dal Consiglio d’Europa e dai massimi organismi internazionali (Onu) nei confronti di chi esercita la funzione giurisdizionale”. Il direttivo nazionale dell’Unione nazionale giudici di pace, riunito a Roma, riferisce una nota, ha ”preso atto con soddisfazione della compattezza dei giudici che hanno aderito alle ultime tornate di sciopero, consentendo di bloccare, al momento, l’emanazione del progetto del ministero della Giustizia”. Il disegno di legge presentato al Consiglio dei ministri del 29 agosto, ricorda l’Unione, che ”non ha ancora visto la luce grazie all’azione dell’Unagipa, non riconosce i diritti fondamentali della stabilità del rapporto, della tutela della maternità, della previdenza e indipendenza e autonomia di chi esercita la funzione giurisdizionale e addirittura peggiora in modo consistente l’attuale trattamento. Né si può sottacere sull’illegittimo decreto ministeriale del 10 novembre scorso che ha soppresso ulteriori 100 sedi circa del giudice di Pace, peraltro senza rispettare il termine di un anno concesso dalla legge ai Comuni per rispettare i loro impegni”.
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