L’UNIONE PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE, IL MINISTRO ORLANDO CONVOCA UNA RIUNIONE PER VENERDI 12 SETTEMBRE
GIUSTIZIA: GIUDICI DI PACE PROCLAMANO STATO D’AGITAZIONE PERMANENTE = PROTESTA CONTRO LA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA Roma, 7 set. (Adnkronos) – I giudici di pace hanno proclamato lo stato di agitazione permanente a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge di riforma della magistratura onoraria presentato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. Già avviata anche la procedura per la proclamazione dello sciopero nazionale. “Il ministro non ha accolto nessuna delle nostre richieste e ha disatteso le sue stesse linee programmatiche pubblicate sul sito istituzionale della Giustizia”, spiegano i presidenti dell’Unione nazionale giudici di pace, Di Giovanni e Longo. Per i segretario generale Rossi, “il disegno Orlando mira ad accorpare l’organizzazione degli uffici del giudice di pace e del tribunale, sottoponendo i giudici di pace a sfruttamento intensivo, anche all’interno del Tribunale, ma senza riconoscere alcun diritto, con compensi irrisori ed incerti, nessuna tutela previdenziale, nessuna garanzia per il futuro”. (Sin/Ct/Adnkronos) 07-SET-14 10:53
Giustizia: giudici pace, avviata procedura per lo sciopero (ANSA) – ROMA, 7 SET – I giudici di pace hanno proclamato lo stato di agitazione permanente a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl di riforma della magistratura onoraria presentato dal ministro Andrea Orlando. E nel frattempo e’ stata avviata la procedura per la proclamazione dello sciopero nazionale. “Il ministro – afferma l’Unione Nazionale Giudici di Pace – non ha accolto nessuna delle nostre richieste e, peraltro, ha disatteso le sue stesse linee programmatiche pubblicate sul sito istituzionale della Giustizia”. “Di fatto il disegno Orlando mira ad accorpare l’organizzazione degli uffici del Giudice di Pace e del Tribunale, sottoponendo – rileva l’Unione dei Giudici di Pace – i giudici di pace a sfruttamento intensivo, anche all’interno del Tribunale, ma senza riconoscere alcun diritto, con compensi irrisori ed incerti, nessuna tutela previdenziale, nessuna garanzia per il futuro”.(ANSA). COM-TEO 07-SET-14 12:42 NNN