Resoconto della Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario
Consulta-MO ringrazia tutti gli Ill.mi Presidenti di Corte d’Appello che
hanno autorizzato, in data odierna, l’intervento in presenza dei suoi
delegati alle cerimonie di apertura dell’Anno Giudiziario.
Ringraziamo, altresì, i colleghi che con orgoglio e senso
di appartenenza hanno rappresentato la categoria, han dato
voce ad un gruppo numeroso che popola gli Uffici giudiziari e
aspetta giustizia da tanto, troppo tempo.
La sentita partecipazione dell’illustre Uditorio, dagli umori
comprensibilmente di orientamento misto, è risultata evidente,
durante e dopo gli interventi.
Rimane il cruccio per le Sedi di Bologna e Milano, ove non
sono stati ammessi interventi associativi per la Magistratura
non professionale, cui ha ovviato – ma solo per Milano –
l’eccellente rappresentante della Sezione Autonoma del
Consiglio Giudiziario.
Non intellegibile è poi la decisione di quelle Sedi – Reggio Calabria
e Catanzaro – ove ai colleghi regolarmente autorizzati non è stata data,
in ultimo, parola. Il punto più critico è stato raggiunto a Messina,
dove la collega, autorizzata e direttamente contattata dalla Presidenza
nei giorni scorsi, è stata invitata a non chiedere la parola, nonostante
il discorso fosse stato previamente ammesso.
La cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario è un momento di confronto
irrinunciabile, un’occasione per i cittadini di conoscere la realtà della giustizia
italiana, attraverso l’espressione di tutti i suoi protagonisti. Per le Associazioni
di Consulta, partecipare, è al contempo un onore ed un dovere verso la categoria
che esse rappresentano.
Auspichiamo che non si voglia mai escludere una quota degli attori principali
sol perché riporta scomode verità, certi che il dialogo sia alla base di ogni
democrazia e che non esista bavaglio sufficientemente stretto per mutare il
corso degli eventi, ormai segnato, che viaggia in doppia corsia fra Lussemburgo e Bruxelles.
Milano / Roma del 27.1.2024
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